Le città contemporanee e il visuale


L’archivio di Life su Google Images
Novembre 20, 2008, 9:47 am
Archiviato in: reportage | Tag: , , ,

Oggi non parliamo di contesti urbani nel senso stretto del termine. Parliamo della rivista americana Life, pietra miliare del fotogiornalismo mondiale. Rifondata nel 1936 dall’editore Henry Luce, in poco tempo divenne il punto di riferimento per vedere, oltre che conoscere, tutti gli avvenimenti mondiali più rilevanti. Fu l’unico organo d’informazione in grado di mandare almeno un reporter su ogni campo di battaglia della seconda guerra mondiale. Su Life vennero pubblicate, ad esempio, le celebri fotografie di Robert Capa dello sbarco in Normandia.
La crisi dovuta al successo della tv trasformò Life da settimanale in mensile, poi, dal 2000 al 2007, in inserto per alcuni quotidiani, fino alla chiusura.

Adesso l’archivio di Life, per ora incompleto (ci vorranno mesi per completarlo), rivive su Google Images, ed è una notizia molto importante perché permette di accedere gratuitamente a milioni di immagini sulla storia e sulla società del Novecento.

Il “colpo” più rilevante della rivista è stata la copertura dei funerali dello statista inglese Winston Churchill, nel 1965 (nella foto in alto). E’ Giséle Freund, lei stessa fotografa per Life, a narrare i particolari nel libro “Fotografia e società”. Life, quando si seppe della malattia di Churchill, affittò appartamenti lungo tutto il percorso teorico del corteo. La celebrazione venne fissata per un sabato, il che era un problema. La rivista, infatti, “chiudeva” il mercoledì per uscire nelle edicole di lunedì.
Il problema si risolse così. Appena dopo il funerale, alcuni motociclisti recapitarono i rullini in aeroporto, dov’era pronto un aereo per Chicago, attrezzato con camere oscure e macchine da scrivere. Durante il volo notturno, una squadra di sviluppatori e una di giornalisti lavorarono insieme per comporre il giornale, che venne stampato di domenica e poté uscire il lunedì. Tutto questo costò 250mila dollari ma fu ampiamente ripagato sia dal successo di vendite sia dal prestigio che Life, se ancora ce ne fosse bisogno, ricavò.