Le città contemporanee e il visuale


Le strade di Seattle con l’occhio di M. E. Mark
Ottobre 22, 2008, 5:38 pm
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Mary Ellen Mark è una delle più influenti personalità nella fotografia contemporanea. Attiva nel fotogiornalismo e nella fotografia pubblicitaria, è nota tra l’altro per il libro “Streetwise” (1988), una serie di scatti dedicati ai ragazzi della Seattle marginale.
Ne parliamo perché si tratta di un documento eccezionale su una realtà difficilmente immaginabile e avvicinabile. Una realtà che nelle città è sempre esistita, anche prima della Rivoluzione industriale, quella di chi è costretto a vivere ai margini dell’opulenza, dell’operosità e delle abitudini urbane.
La Mark ne “parla” (attraverso la fotocamera) con una delicatezza tutta femminile, narrando non soltanto i volti ma anche i contesti dei bassifondi di Seattle e gli espedienti a cui questi adolescenti sono costretti.

I temi sono estremamente delicati: si va dalla prostituzione adolescenziale agli omicidi. Ma le didascalie, nude e crude, esprimono la “saggezza” della strada di questi ragazzi costretti a crescere troppo in fretta. Emblematica è la fotografia che presentiamo: si tratta di Tiny, una ragazza che si prostituisce. La madre dichiara nella didascalia (p. 2 nel sito): «Pensava che sarei stata molto arrabbiata con lei e l’avrei odiata, ma non è così. E’ solo una fase che sta attraversando».