Archiviato in: reportage, sociologia visuale | Tag: Erie, Mikhail Evstafiev, Old Believers
Abbiamo citato Mikhail Evstafiev parlando del violoncellista di Sarajevo. Evstafiev è un artista e fotografo russo nato nel 1963 da una famiglia di scultori, e non si trovava a Sarajevo per caso. E’ infatti un fotogiornalista. Alcuni suoi lavori di documentazione gli hanno portato molta notorietà.
Uno di questi progetti, Russian Old Believers, fa riferimento a coloro che rifiutano la riforma della religione ortodossa del 17simo secolo e, dunque, conservano una spiritualità e una ritualità molto antiche.
Si tratta di uno spaccato di comunità ovviamente in declino dal punto di vista numerico, ma molto orgogliose di sé stesse e della propria tradizione religiosa.
Il filmato di Youtube è stato caricato direttamente da Evstafiev ed è una raccolta di scatti di questo concept, attraverso la Russia ma anche la Romania, l’Alaska, il Canada e gli Stati Uniti. Infatti gli Antichi Credenti furono perseguitati in Russia fino a quando, nel 1905, e ovviamente solo fino alla Rivoluzione bolscevica, lo zar Nicola II non proclamò la libertà di culto. Nel frattempo molti si erano rifugiati in terre lontane (soprattutto in Alaska ma anche in Canada e nel resto degli Usa), vivendo quasi in isolamento.
Si scoprono comunità legate ad antiche tradizioni, a ritualità scomparse, ad abiti per niente moderni. Si scopre anche che i piccoli gesti quotidiani, dal cibo al gioco, sono sempre condivisi; sembra particolarmente risaltare il legame tra nonni e nipoti.
Importante è anche il lavoro, che nelle comunità è specialmente agricolo o comunque manuale, segno forse di una ancora limitata scolarizzazione rispetto al resto della popolazione (si pensi a una città come quella di Erie, in Pennsylvania, capitale Usa della plastica e della ricerca sui biocarburanti), frutto comunque di almeno due fattori: da un lato l’isolamento comunitario, dall’altro forse il valore della tradizione anche nel lavoro.