In anni di web 2:0 e social networks, si parla spesso di “autore diffuso” per segnalare l’abitudine ormai consolidata a documentare “in proprio” le realtà scottanti della nostra società.
Quasi ogni tema d’attualità, soprattutto se legato alle metropoli, si presta a questa autodiffusione di contenuti a sfondo documentario. Prendiamo Napoli e l’emergenza rifiuti: inserendo nel motore di ricerca “napoli” e “rifiuti” si trovano circa 300 risultati, tra cui alcuni piuttosto scioccanti, come questo:

(di mariodelbosco. Immagine qui)
Ancora non ci sono immagini provenienti da turisti. Ciò è spiegabile col fatto che le prenotazioni alberghiere sono crollate a picco. Quale che sia il prossimo governo, dovrà mettere mano alla situazione quanto prima.
Comunque sia, l’autodiffusione di contenuti a sfondo documentaristico è sempre più frequente e si coglie bene la ricerca di immagini che possano “colpire” l’immaginario, avere un impatto emotivo. Che è una delle qualità che trasformano un reportage in un buon reportage.